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Vendita linea telefonica
Da fine maggio ho anche iniziato l'attività di incaricato di vendita per conto di una delle principali ditte operanti negli Stati Uniti nel settore delle Telecomunicazioni. Attualmente propongo l'attivazione del servizio per gli utenti di rete fissa, che siano privati o aziende. Il settore è sicuramente uno tra quelli maggiormente dinamici e concorrenziali, e stanno uscendo servizi impensabili fino a qualche anno fa.
Come impensabile è la trasparenza e la semplicità di adesione al servizio: contrariamente ai vari Infostrada, Tiscali, Fastweb che impongono periodi minimi di utilizzo dei propri servizi inserendo in caso di recesso anticipo delle odiose penali, con la linea da me proposta si entra in un'altra dimensione: nessun costo di attivazione (già, perché sovente gli altri si fanno corrispondere anche un costo iniziale), nessun vincolo di durata minima della fruizione del servizio, nessuna penale da pagare all'atto dell'eventuale disdetta e al tempo stesso nessuna motivazione da fornire per giustificare la preferenza per la cessazione del rapporto.
Rimane da pagare il canone a Telecom; io vendo solo il traffico, quindi arriveranno due bollette separate. E se Infostrada dice che il canone non lo fa pagare, asserisce una cosa vera solo nella forma, perché è vero che non si deve fare un bollettino a Telecom, ma nel costo fisso mensile che impone Infostrada c'è appunto anche in canone, e si presentano a Telecom dicendo: "ecco i soldi relativi all'adesione alla mia offerta del signor...." ; solo Tiscali non deve pagare il canone a Telecom.
Da spirito libero quale sono non posso non biasimare l'imposizione della durata minima del rapporto contrattuale: tradotto in parole povere, mi pare che Infostrada imponendo minimo 24 mesi (faccio per dire) è come se dicesse "so già che tra due mesi,mio caro utente, Ti accorgerai che c'è di meglio di me, ma intanto ti ho vincolato e se vuoi la libertà devi pagare"... wow... che bello. Mentre io non impongo nulla, sapendo che se il cliente è soddisfatto, sarà il primo a voler rimanere con me e lo farà spontaneamente.
Altra bella trovata è quella di Telecom di far pagare il costo della spedizione della fattura... saranno 0,53 euro ma al di là della cifra irrisoria in termini economici è preoccupante il messaggio che trasmette, ovvero "dove posso ti spenno".
Sono convinto che se da domani nessuno avesse alcun contratto per la telefonia fissa, Telecom verrebbe scelta si e no da un 15% di utenti. Mi pare che ora più che mai siano tempi in cui occorre risparmiare, e allora perché regalare dei soldi ai gestori? Partiamo da una considerazione: ogni 100 euro di traffico (non di bolletta totale nella quale sono compresi i canoni, i noleggi, ecc.ecc), che siano consumati in 3 giorni, un mese o sei mesi, sicuramente ci sono 30 euro evitabili in quanto è il gravame dei costi pubblicitari, i cui cachet vanno in tasca a persone verso le quali non ho nulla di personale ma che sicuramente non hanno bisogno di questi introiti per campare, e mi riferisco a Fiorello, Mike Bongiorno, Giacomo Giovanni e Aldo, Cristian De Sica, Elisabetta Canalis... La mia ditta, che non fa pubblicità alcuna consente un risparmio all'incirca del 30% sul costo medio del traffico, e capite che la cosa è una conseguenza diretta dell'assenza di questi costi; non è il caso di ricorrere a stratagemmi di vario titolo; d'altronde non credo che il cliente dica che la linea va meglio solo perché è pubblicizzata dalla Canalis. Sono tutti costi evitabili, come le sponsorizzazioni dei vari tornei sportivi. E soprattutto si inizia a risparmiare da subito e senza alcun costo. Come si vede, non c'è alcuna controindicazione ad aderire, al che potrei sintetizzare il discorso in "prova. Cosa Ti costa? Se Ti trovi bene continui, altrimenti più Amici di prima". Ora c'è bisogno di risparmiare e sono sereno nel fare questa proposta per diversi motivi, tra cui la validità della linea, gli sviluppi futuri di questa azienda (dopo parlerò del progetto che costituirà una vera innovazione nel settore delle comunicazioni), il fatto che non si spende un euro. Lo preciso perché ci sono tante altre offerte valide, ad esempio quelle delle assicurazioni: con un po' di soldi ci si crea un sussidio permanente a partire dal decimo anno (sempre per fare un esempio) e quindi è utile e previdente, ma di fatto impone un'uscita di soldi dal portafoglio. E i portafogli sono esausti e bisognosi dell'esatto contrario, ovvero che ne vengano fatti uscire il meno possibile, come si fa con questa mia proposta.
Prima parlavo di sviluppi futuri. Il mondo delle comunicazioni ha avuto una crescita rapida e caratterizzata da prodotti che sono entrati nella nostra vita quotidiana semplificando e ottimizzando le possibilità di contatto e trasmissione dati. I tre passaggi che potrebbero far dire che ormai c'è tutto quanto serve, possono identificarsi nell'avvento del fax, poi nell'uscita del cellulare e infine la scoperta di internet. Una volta nessuno ci pensava, ora si fatica a rinunciarci. La prossima svolta è il videotelefono che ora illustro. Innanzitutto preciso che non è il primo prodotto del genere, ma è sicuramente il migliore: nel confronto con quello di Telecom, si evidenzia una superiorità schiacciante: con Telecom, si pagano 20 centesimi al minuto, si ha uno schermo grosso come una scatola di fiammiferi, si può video chiamare solo in Italia, unicamente attraverso la connessione con Alice, e costa 179 euro l'apparecchio. Il prodotto che propongo io si può utilizzare in 19 paesi sparsi in tre continenti (e diverranno a breve 45), con qualsiasi connessione a internet, con la miglior definizione possibile, monitor di 18 cm per 9, utilizzabile come cornice digitale, collegabile con le casse e il televisore in modo che io posso vedere il mio interlocutore direttamente nel mio schermo Tv! Si possono lasciare videomessaggi e video saluti, lo si può portare appresso e collegare alla rete anche wireless di qualsiasi hotel o spazio dove c'è il Wi-Fi e si viene contattati al proprio numero di casa. Non vorrei si sottovalutasse questa innovazione, basta pensare all'utilità per sordomuti e le Loro famiglie, e tutto questo al costo di 99 euro per l'apparecchio e 18 euro al mese di canone, nel quale peraltro sono comprese tutte le chiamate nazionali verso fissi. AveTe capito bene: con 18 euro al mese si può stare in videochiamata 24 ore al giorno e fare videoconferenze con utenti della stessa rete, in 19 paesi.
Si può dire che ci sono altri programmi come messenger, skype, e dico che è vero, ma altresì non sono alla portata di tutti: occorre avere un pc, una webcam, un microfono... e un minimo di dimestichezza con queste attrezzature. Io sono giovane, tanti pure, ma alla persona di 80 anni cosa si va a spiegare? Che si deve fare un indirizzo messenger creandosi un'identità, ricordare la password... qui non deve fare altro se non quello che ha sempre fatto: alzare una cornetta e fare un numero di telefono. Stop.
Tra 5 anni sicuramente in almeno la metà delle case ci sarà un videotelefono e tutto quanto ho scritto può costituire una interessantissima opportunità di guadagno perché non mi rivolgo solo a persone che intendono fruire del servizio ma si può anche divenire promotori di questi servizi e prodotti. Per ogni informazione supplementare, mi si può contattare al solito indirizzo luca@lucazanardelli.com
