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Totocalcio


Il totocalcio è stato da sempre la maggior passione della conduzione della Ricevitoria Zanardelli, che ha ricevuto la Benemerenza nel 1980 sotto l'egida di mio nonno Vincenzo.

Le giocate si raccoglievano già nel 1946 e si è vissuta ogni fase del totocalcio, da quella di crescita, al massimo splendore, al declino che ben testimoniano gli attuali movimenti.

L' approccio al totocalcio richiede sicuramente una certa versatilità e capacità di intuire le future evoluzioni in base anche alle svolte dei regolamenti del calcio. Se l'introduzione dei tre punti ha proiettato le squadre alla ricerca della vittoria, non è da trascurare anche l'abolizione della possibilità per il portiere di raccogliere il pallone con le mani, se giuntogli da un compagno quale fonte di svolta nel gioco e di riflesso anche al totocalcio.

Le colonne vincenti di una volta sicuramente presentavano valori più omogenei nelle condizioni tecniche più utilizzate (simmetrie, paralleli, interruzioni, accoppiate... ) al che ritengo si possa dire che giocando condizioni che mantenevano il 13 diciassette volte su venti, si riusciva a far scendere un sistema da 100.000 a 40.000 colonne, mentre ora per mantenere la stessa resa in termini di vincite occorra tenerne in gioco almeno 65.000 e se viceversa si vuole scendere comunque a 40.000, la quantità di vincite non supera le 12-13.

Ovviamente questa maggior difficoltà derivante dalle frequenti anomalia statistiche è stata adeguatamente fronteggiata attraverso l'apprendimento di nuove metodologie di gioco, per conoscere le quali non ho esitato a girare mezza Italia, spingendomi fino a Giardini Naxos.

Il ciclo di gioco attuale vedrà quindi interagire come condizionamenti quanto di meglio ho appreso, e ciò mi porta a dire che un sistema da 60.000 colonne così elaborato avrà l'efficacia di uno di 80-90.000 che avrei potuto concepire qualche settimana fa.

Siamo sicuramente in una fase storica favorevole: con la doverosa precisazione che quanto segue conferma che vincere non è comunque facile, nelle ultime 161 colonne vincenti con 14 partite terminate, senza partite straniere, senza primi e secondi tempi, per ben 88 volte, cioè nel 55% dei casi, la quota del 14 è stata di almeno 100.000 euro e non sono stati rari i concorsi in cui non c'è stata alcuna vincita di prima categoria.

Oltretutto è opinione diffusa che colonne che 7-8 anni pagavano 80 milioni di lire, ora con lo stesso quoziente di difficoltà producono vincite di 120-130.000 euro; questo è dovuto alla diaspora dei sistemisti il cui allontanamento ha abbassato la competitività media delle colonne in gioco alzando di parecchio la bontà del rapporto difficoltà della colonna/quota di vincita, creando lo scenario ottimale per chi dispone di capitali da investire.

Lo scopo di questo primo ciclo di gioco è, indipendentemente dalla quantità di 14 realizzati, ottenere un bilancio positivo del 100% in termini economici, ovvero raddoppiare la totalità delle somme giocate.

Il criterio di gioco è sempre il solito come approccio: sin dai primi tempi in cui ho organizzato giocate collettive, ho reputato che i sistemi migliori siano quelli condizionati, anche all' estremo. Prima di passare agli allegati nei quali illustro il rendimento del file condizionato, riassumo in poche parole i concetti che dovrebbero essere adottati in sede di approccio a questo progetto:

1 ) la semplicità va a scapito della competitività. Lo scopo è vincere e la gente preferisce che ciò avvenga pur senza aver capito il metodo e dovendo fare uno spoglio su internet o apprenderlo per telefono, piuttosto che in forma autonoma capisca di non aver vinto. Un proverbio infatti dice "non conta di che colore è il gatto ma che il gatto mangi il topo"

2 ) salvo casi particolari (comunque plausibili stante la presenza in gioco di colonne che possono generare l' unico 14 d'Italia), difficilmente in un singolo concorso si avrà una rendita 20 volte superiore all' importo della giocata.

3 ) è più facile vincere 300.000 giocandone 30.000, che 10.000 giocandone 1000.

4 ) il totocalcio è molto meglio del lotto, come investimento: ipotizziamo di concepire un ciclo di giocate su un estratto finalizzato a ottenere un reddito del 50% fino al momento dell' uscita di detto numero. Consideriamo di predisporre una "rincorsa" di 20 estrazioni ma che esca al decimo tentativo senza fiaccare la resistenza economica del giocatore. Resta il fatto che in attesa dell' uscita dell' evento che consente di recuperare tutti i soldi giocati e di ottenere la vincita, nel frattempo il bilancio è totalmente in negativo: solo spese e nessuna somma recuperata. Al totocalcio sicuramente in un 90% dei casi si ha un ritorno, anche se può starci che sia anche inferiore alla somma giocata nel singolo concorso, quindi non ci sarà l' evenienza in cui il socio che gioca 200 euro a concorso, ne ha tirati fuori 1000 e incassati 0.

5 ) L‘Unione fa la forza: ricalcando il discorso di prima, se uno aderisce con 200 euro probabilmente recupera qualcosa o più facilmente va in vincita; se gioca da solo ha una possibilità limitatissima anche di fare 12, se le quote per il 14 sono dai 40.000 euro in su. Oltretutto, la validità del sistema è esponenziale e non proporzionale: giocando 30.000 euro non si ha il matematico triplo delle cianche rispetto a chi ne gioca 10.000 ma almeno il quintuplo.

6 ) Stare in gruppo è bello, la possibilità di interagire e di scambiarci idee fa solo bene: la vera unione che fa la forza è, pur senza trascurare quella predetta economica, quella delle idee: se giochiamo 30.000 in 7 persone giocando ognuno per conto proprio senza consultarsi con gli altri, avremo 1 possibilità a testa su 10 di fare 14; se uniamo le nostre conoscenze e giochiamo 30.000 euro quali frutto degli studi e dei suggerimenti di tutti, avremo 3 possibilità su 10.

Le condizioni giocate, che sicuramente fanno dire che il sistema è complicato (e ribadisco che per me questo aggettivo qualificativo è sinonimo di validità) sono studiate nei minimi dettagli e come si vede, vanno nella direzione logica del gioco: il risultato deve dipendere in buona parte dalle condizioni settimanali, quali basi, varianti, picchetti, ordinamenti, filtri tecnici. E' da ridurre al minimo il rischio di prendere le condizioni settimanali e di incappare in qualche errore sulle condizioni, anche se qualche volta accadrà per forza. Per le persone maggiormente affascinate dalla semplicità, e senza la pretesa di far cambiar Loro idea, dico che nei 161 concorsi analizzati, la prima condizione che verrebbe in mente per comodità e per presunzione di indovinarla sempre è "da 4 a 9 segni 1". Ebbene, cotanta chiarezza avrebbe portato ben 15 errori, mentre la somma delle 3 condizioni adottate in sostituzione (da 5 a 14 su un filtro con 10 segni 1 nelle prime 10 caselle e 4 doppie 1X in fondo, da 3 a 12 segni 1 a tutto campo e almeno 2 segni 1 nelle prime 10 partite) di errori ne genera appena 7, con un quantitativo di colonne tenute in gioco di appena un po' superiore.

Trasferiamo il discorso ai segni 2: giocando da 0 a 6 segni 2, si verificavano 7 errori; mentre come faccio io - che gioco massimo 4 segni 2 ogni sette caselle consecutive - ottengo questo triplice effetto: gioco meno colonne (come unica condizione su 14 triple, da 0 a 6 segni 2 tiene in gioco 4068.000 colonne, la mia versione, 4.043.000), sbaglio di meno in quanto avrei fallito solo 5 volte e non 7, e riesco a includere nel sistema anche colonne con 7 ed 8 segni 2, se non eccessivamente concentrati in poche caselle.

Non mi dilungo oltre perché ritengo che sia già chiaro il concetto, che è stato adottato per ogni singola condizione e ritengo molto attendibile il rendimento ottenuto da poterlo riferire come probabilità di vincita a condizioni settimanali prese (parlo dell' 85%) in quanto nelle colonne analizzate ci sono parecchi valori estremi e quindi ormai sono state annoverate tutte le casistiche avverse che si possono generare: nelle colonne oggetto di studio si sono verificate alcune volte 1 solo segno 1, 6 segni X consecutivi... quindi in questo caso un'analisi su 161 colonne così variegate mi porta a dire che è più attendibile di una fatta su 500 colonne dagli anni 85 al 95 quando appunto i valori erano sicuramente più ristretti.

Per scambiare idee, opinioni, critiche, consigli, mi si può scrivere a luca@lucazanardelli.com