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Luca Zanardelli
Sono nato martedì 25 settembre 1973 e dopo un infanzia e un'adolescenza tranquille, ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro nell'attività di Famiglia, la Tabaccheria Zanardelli, da sempre ubicata in Piazza Repubblica 1 a Concordia sulla Secchia (Mo), di proprietà della Famiglia da almeno 120 anni durante i quali si è trasformata da parcheggio dei cavalli a salumeria, e dagli anni 40 in tabaccheria per poi avere man mano che venivano immessi sul mercato, i vari concorsi a pronostici, mantenendo la caratteristica di punto di riferimento per l'intero hinterland.
La possibilità di contare su un altro elemento peraltro molto appassionato ha consentito all'attività di espandersi, iniziando a organizzare grossi sistemi colletivi al Totocalcio. Erano gli anni d'oro del concorso, quelli dei rimpianti 33-35 miliardi di montepremi (e considerando le odiose italiche gabelle sui giochi, voleva dire che l'incasso era di 100 miliardi, stante il fatto che al montepremi veniva destinato appena il 38% delle somme raccolte), anni in cui le Ricevitorie erano un ritrovo per appassionati e persone in cerca di fortuna, nonché periodi in cui il 13 costituiva una possibile svolta della vita, come il classico sogno nel cassetto, e se ne faceva menzione anche in diverse canzoni a riprova di quanto fosse un fenomeno anche di costume.
Le prime giocate di rilievo risalgono all'inizio degli anni 90, e al secondo tentativo, già il colpo grosso: 1.279.000.000 di vecchie lire grazie a un sistema di 10 triple e 3 doppie del costo di poco più di 20 milioni. Nonostante fosse uno dei sedici 13 realizzati in ambito nazionale, fu quello che ebbe la maggior visibilità sui media, per diversi motivi: il fatto che fosse realizzato in un paese di 8500 abitanti, la partecipazione di persone residenti in ogni parte d'Italia, attratte dalla pubblicità fatta attraverso i più autorevoli giornali di settore, la quantità di dodici (che furono 14) che accompagnarono la vincita di prima categoria, che peraltro poteva essere anche più sostanziosa visto che erano incluse anche altre possibili sorprese che avrebbero fatto lievitare la vincita a 4-5 miliardi.
Da lì in poi giocate, vincite e articoli sui giornali si susseguono per diversi anni, nei quali l'apice è stato raggiunto a ottobre 1993 quando, nello stesso concorso, vennero realizzati due 13 da 885 milioni cadauno, con il classico sistema organizzato da noi e con una elaborazione fatta per conto di 5 appassionati brianzoli che mi diedero carta bianca nel concepimento del pronostico e delle relative condizioni settimanali. Parlo di apice raggiunto in quanto quei 908 milioni complessivi (era stato realizzato anche un 12), ottenuti con un condizionato da 285 colonne nel quale ruotavano 9 triple e 4 doppie, resterà il colpo col miglior rapporto spesa/vincita della mia carriera.
La mia biografia di fatto si confonde con la carriera lavorativa stante lo strettissimo intreccio abitativo e temporale tra l'una e l'altra. Nel 94, altro ciclo importante di giocate: 90.000 colonne a concorso con un record di 7 tredici consecutivi e la soddisfacente apparizione sulla stampa a seguito di un concorso nel quale non si era vinto, avvalorando ancor di più quanto il non ottenimento del 13 fosse un'eccezione.
A fine 1995 era iniziato un lungo periodo refrattario ai giochi, anche per evitare la fusione da superlavoro, e nel 1997 feci il concorso per entrare nella Polizia di Stato. A fronte di quasi mezzo milione di candidati, i posti disponibili erano 780 ma dalla stessa graduatoria venne attinto un'altra quantità dei migliori, per l'assunzione di altri 1703 agenti e in questo scaglione ero stato convocato anch'io ma nel 98, pur rimanendo una fortissima propensione per le forze dell'ordine, avevo già avuto una svolta in campo sentimentale che mi portò, dopo diverso travaglio interiore, a preferire la vicinanza a casa, comunque con la grossissima soddisfazione che in ogni caso, ero stato tra i 2500 che meglio si erano comportati nei test.
Nel 2002 mi sono riavvicinato al totocalcio, introducendo per la prima volta un elemento innovativo ma fortemente qualificante e ottimizzante per tutto il contesto: la presenza in gruppo di diversi ricevitori, sparsi in ogni regione, grazie ai consigli dei quali il prodotto era lievitato qualitativamente in quanto la vera unione che fa la forza ritengo sia quella delle conoscenze della materia, ancor più di quella economica. E tra i colleghi il quoziente di competenza era altissimo, con indubbio vantaggio per tutto il sistema. Il ciclo 2002-2003 è stato molto positivo, pur con una parentesi di rischio veramente assurda, a seguito della quale mi sfogai nella maniera più eclatante possibile attraverso Totoguida, sulle cui colonne esternai il mio punto di vista sulla competenza, l'attaccamento al lavoro e l'impegno dei soggetti responsabili di detta incresciosa situazione. Vocaboli come “rubastipendio”, “proposte deliranti”, “tono spocchioso”, “nullo attaccamento al lavoro”, “menti di ridotte capacità”, “personaggi dall'arcaica mentalità per i quali la preistoria è già fantascienza”, “mancata vergogna nell'aver brutalmente carpito la buona fede dei ricevitori” hanno di fatto indirettamente reso l'idea della mia passione per detto lavoro e di quanto credessi nella oggettivamente penalizzante per me, metodologia di lavoro che mi imponeva la stampa e la convalida di migliaia di schedine, quale viatico per tradurre in giocate concrete le mie idee; perchè comunque 20.000 euro potevano essere giocati in parecchie maniere, tra le quali tante che avrebbero implicato tempi di progettazione e lavorazione molto inferiori pur producendo lo stesso tornaconto in termini di aggio che, non essendo il mio obiettivo primario, veniva posposto alla convinzione di maggior validità del mio prodotto, molto articolato e impegnativo e tale approccio al lavoro è valso la stima e l'affetto di tante persone che ciclicamente mi chiedevano di tornare a organizzare qualcosa e che addirittura, in diversi casi, non hanno partecipato ad alcuna altra iniziativa non proposta da me.
Nel 2003 arrivò la convocazione dei Monopoli di Stato per far parte del gruppo di lavoro che doveva contribuire a elaborare le variazioni alle formule e al regolamento dei giochi ex-coni e a marzo mi recai, in due distinte occasioni, nella sede romana di Piazza Mastai, dove contestai aspramente quanto stava per venire introdotto sul mercato, reputando le cervellotiche idee la causa di un tracollo dei giochi, come puntualmente è avvenuto con mio stesso rammarico perchè certo non mi sto a beare della corretta interpretazione che avevo dato all'involuzione del settore ma sono dispiaciuto per come sono stati ridotti i giochi che tanto avevano appassionato milioni di persone. Tuttavia si è poi verificata una situazione personalmente favorevole ma che della quale parlerò nell'apposita sezione del totocalcio.
Sempre nel 2003 c'è stato il maggior coinvolgimento per quello che riguarda il superenalotto, e la serietà della Ricevitoria Zanardelli ha propiziato l'inclusione nella ristretta cerchia degli organizzatori dei più grossi sistemi della storia: 600.000 euro il 31 luglio e 750.000 euro il 13 agosto. Chiaramente la maggior fetta di visibilità riguardò gli Amici del Caffè Ideale di Pescara, vero motore del sistema, ma a riprova della significatività della mia partecipazione, ci fu il fatto che i tre 5 realizzati facevano parte della maxifetta di sistema da me convalidata. E se non fosse stato realizzato il 6 nel milanese nel medesimo concorso del 13 agosto, secondo la logica del turn-over tra noi organizzatori, il 27 agosto 2003 i riflettori sarebbero stati puntati tutti su Concordia, dove era in cantiere un supersistema da 1 milione di euro che per la gioia della Sisal – da sempre avversa a queste giocate e che avrebbe mal gradito tanta visibilità al sottoscritto dopo che avevo chiesto lumi sui Loro fondi neri trovati in Svizzera – non ha visto mai la luce.
Dal 2003 in poi, con l'avvento del 14 i cui effetti negativi erano stati sottovalutati dai cervelloni (o per meglio dire “cervellini”) di AAMS, altro periodo di allontanamento dal totocalcio.
Ad aprile del 2004, intuendo la necessità di colmare una lacuna nel settore servizi in quel di Concordia, inizia un iter finalizzato ad aprire il primo phone-center sul territorio comunale, che aprì al pubblico in Via Mazzini 14, il 17 agosto 2004, incontrando subito il gradimento degli utenti per serietà, pulizia, disponibilità, comodità, cordialità. Non è sbagliato parlare di un vero e proprio centro multiservizi, al quale di rivolgevano per i più svariati motivi, dalla necessità di fruire di un computer alla possibilità di spedire il denaro tramite Western Union, e per spedire fax, fare fotocopie anche a colori, persone di tutta la bassa modenese e mantovana.
L'avvento delle restrittive norme antiterrorismo, peraltro molto condivise da me, ha da un lato prodotto una contrazione della clientela, ma dall'altro qualificato ulteriormente il locale, che infatti è stato uno dei pochissimi ai quali non è stata elevata alcuna contravvenzione (quotidianamente, sui giornali locali venivano riportate notizie di multe e chiusure di analoghe applicate ad analoghe strutture condotte in forma “meno professionale”) e ancor più soddisfacenti sono stati i complimenti di Sindaco, Carabinieri e funzionari del Commissariato di Mirandola e della Questura di Modena.
Ad aprile 2006, l'entrate in vigore di altre norme inerenti le caratteristiche che dovevano avere i locali (sala d'attesa, via di fuga, superficie finestrata apribile, bagno per i disabili, ecc.ecc), di fatto impone uno spostamento e dopo alcuni mesi di adeguamento, l'attività si è allargata, trasferendosi in Piazza Repubblica 28/2-3 dove si sono svolti altri servizi grazie alle collaborazioni con i vari gestori di telefonia mobile. Tuttavia questa sinergia ha penalizzato il rapporto sforzo/risultato e mostrato il lato peggiore dei gestori, propensi solo a foraggiare i loro vari testimonial pubblicitari o manifestazioni sportive per poi lasciare solo le briciole a chi si impegna dalla mattina a sera.
La rinuncia a detto segmento dell'attività non ha comportato alcun rimpianto e di fatto propiziato la naturale conversione dell'ambiente da Phone Center (settore che grazie alle veraci fauci dei simpatici soggetti predetti ha subito un altro contraccolpo, viste le ridicole tariffe con le quali consentono di telefonare all'estero i vari Tim, Vodafone...) ad Agenzia di scommesse.
Ora, sempre in Piazza Repubblica 28/2-3 ha sede l'agenzia di scommesse sportive Intralot, dove lavoro come collaboratore, coronando un inseguimento del settore cominciato nel 1999 quando il precedente bando consentì l'apertura di dette agenzie solo in comuni di oltre 15.000 abitanti.
Nella fase di passaggio da un'attività all'altra, nella quale le lungaggini burocratiche hanno prodotto tempistiche , approfittando della svanita passione per la tabaccheria, ho rilevato dal primo agosto 2007 un avviatissimo Phone Center in pieno centro a Senigallia, dove la collaborazione con tre stupende persone del posto consente di mantenere altissimo il livello dell'offerta al pubblico, già sopra la media anche durante la gestione precedente, improntata alla qualità in ogni suo aspetto.
Il resto è attualità.
